Danilo Fusi | Paolo Staccioli. Il Sole, la Luna e l’Anima delle cose

 

Danilo Fusi | Paolo Staccioli. Il Sole, la Luna e l’Anima delle cose

a cura di Maurizio Vanni

dal 21 novembre al 17 dicembre 2014

Lu.C.C.A. Lounge&Underground

Ingresso libero

 

La teoria dello Yin e dello Yang è una dottrina molto antica che parte da un semplice pensiero: tutto ciò che si trova alle spalle del sole è Yin e tutto ciò che è rivolto verso il sole è Yang. Partendo da questa considerazione possiamo classificare qualsiasi fenomeno dell’universo. Yin e Yang descrivono le coppie di opposti che si trovano in continua relazione ed evoluzione tra di loro: una filosofia ideata da pensatori orientali legati al Taoismo che attraverso l’osservazione di tutti gli aspetti del mondo sono giunti alla conclusione che l’intera esistenza esiste sottoforma di dualità.

Nella mostra “La luna, il sole e l’anima delle cose”, Danilo Fusi ci presenta la luna con una serie di immagini dove i colori freddi prevalgono su quelli caldi e lo spazio sembra pronto a deflagrare la forma per poi ricomporla attraverso una serie di espedienti relativi alla luce, al tempo stesso volumetrici e bidimensionali. Gli sguardi dei personaggi ritratti, le posture dei corpi e la loro relazione simbiotica con lo spazio sono sempre in equilibrio; infatti essi vengono coinvolti in un processo creativo che non permette di intuire l’inizio e non invita, otticamente, a decretarne la sua conclusione. Elementi strutturanti che, insieme a un segno controllato e a una doppia luminescenza – una che favorisce l’illusione prospettica e l’altra che ricorda un artificio teatrale –non hanno in effetti né un principio né una fine, ma vivono per mezzo di una continua e lenta trasformazione che tende a ridurli nella loro incorporea concretezza.

Paolo Staccioli, nel suo costante riferimento alla sfera, allude al sole che irradia i pianeti e l’intero universo attraverso il suo accentuato bagliore. Il sole è al centro del cielo ed è la sorgente della luce, del calore e della vita. Le sue sculture e i suoi bassorilievi raccontano storie dalla duplice polarità e sono sempre in relazione a un lento moto perpetuo centripeto quando assorbono energia dall’universo e centrifugo quando lo irradiano. Le sue figure perdono identità anagrafiche a vantaggio di un essere spirituale, privo di connotati peculiari, ma ricco di allusione dove la sproporzione tra la testa e il resto del corpo manifesta la difformità tra il potenziale cerebrale che ogni individuo possiede e la bassa percentuale che utilizza. Le sue sono forme che  irrompono nello spazio appropriandosi della luce: tutto sembra così congiunto nel suo essere frantumato e, insieme alla sfera più grande, tutti i globi più piccoli si trasformano in uno stargate dimensionale che mostra il mondo e ogni suo elemento da ottiche non convenzionali.

Nel Taoismo gli opposti si presentano come parte di un’unità: non esiste un dualismo nella ricerca costante del principio e della fine. I nostri artisti rincorrono una verità essenziale e, al tempo stesso, l’essenza di ogni verità: se il mondo è pura rappresentazione della mente e del pensiero, come sosteneva Schopenhauer, provare a dare sostanza a un’idea potrebbe corrispondere a un lucido sogno. Il Tao non è altro che un semplice simbolo, una rappresentazione che uomini saggi hanno dato di qualcosa che sta alla base del Tutto, nel cuore di ogni oggetto e nell’anima di tutte le cose. Fusi e Staccioli ci invitano a non credere sempre a ciò che vediamo.

Maurizio Vanni

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